Volevamo parlare in una nuova rubrica di chitarristi slide, così abbiamo chiamato Paolo Bonfanti che, in un momento di distrazione o forse per i troppi brindisi di Capodanno, ha accettato di collaborare alla cosa. Dopo Fabio Treves, Veronica Sbergia e Aldo Pedron ecco arrivare dunque un'altra "Guest Star" che ci racconterà qualche breve storia sui grandi del bottleneck (collo di bottiglia per l'appunto).
Vi chiederete cosa centra l'immagine della pozione sopra e perchè "gli stregoni"... beh potrei dirvi che il suono della slide ha qualcosa di magico, così simile all'intensità della voce umana... ma la verità è che ho sempre amato Capitan Harlock e mi sono inventato un pretesto per usare finalmente il simbolo dei pirati. Bando alle ciance! Ecco il primo "Colli di Bottiglia - Gli stregoni del bottleneck" dedicato a Elmore James.
Ilfigliodelvoodoo
Paolo Bonfanti, genovese, mancino, classe 1960 è ritenuto uno dei migliori chitarristi italiani della scena blues e country-rock. Negli anni ha collaborato in studio e dal vivo con Roy Rogers, Fabio Treves, Franz Di Cioccio, Beppe Gambetta, Jono Manson e molti altri. Ha di recente pubblicato un metodo per chitarra slide dal titolo "Bottleneck Guitar". Il suo ultimo eccellente album si intitola "Takin' a Break".
Vi chiederete cosa centra l'immagine della pozione sopra e perchè "gli stregoni"... beh potrei dirvi che il suono della slide ha qualcosa di magico, così simile all'intensità della voce umana... ma la verità è che ho sempre amato Capitan Harlock e mi sono inventato un pretesto per usare finalmente il simbolo dei pirati. Bando alle ciance! Ecco il primo "Colli di Bottiglia - Gli stregoni del bottleneck" dedicato a Elmore James.
Ilfigliodelvoodoo
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Elmore James (1918-1963) incoronato come il "Re della chitarra slide" diventa nel 1952 una figura imprescindibile dello stile bottleneck riprendendo una vecchia canzone di Robert Johnson ("I'll Believe I'll Dust My Broom") e riproponendola in versione elettrificata e con il titolo abbreviato di "Dust My Broom". Il riff in apertura, potente ed evocativo nella sua semplicità, diventa il suo marchio di fabbrica utilizzato anche in molti altri brani ed è un passaggio imprescindibile per tutti i chitarristi venuti dopo di lui. Si può dire che quel riff ha acquisito un significato per la musica Blues simile a quello dell'incipit della Quinta sinfonia di Beethoven per la musica classica!
La particolare sonorità di James che si può ritrovare in altri famosi brani come "The Sky is cryin" o "It Hurts Me,Too" ha un'incredibile profondità data da un'accordatura in Re aperto o anche più bassa di un tono, un tono e mezzo (in Do o Si aperto). Incredibile pensare inoltre che utilizzi una semplice chitarra acustica a cui è aggiunto un pick-up De Armond modificato per ottenere un suono da chitarra elettrica!
Paolo Bonfanti







Yeeehhh, grande Paolo, ma hai sempre l'immaginetta di Elmore a mo' di santino nel portafogli?
RispondiEliminacerto che sì.. un po' consumata ma con Elmore non si scherza!.. a presto!
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