Due chitarre elettriche, una batteria minimale e un cane. I Blind Dog Billy fanno rock...? oppure blues...? brani originali oppure cover? Non si capisce bene e loro nei live fanno di tutto per non farlo capire ma la cosa certa è che, reinterpretino un vecchio blues tradizionale, un brano dei Doors o si lancino in una jam acida, hanno il dono di dare freschezza e personalità a tutto quello che suonano. Sarà per l'approccio naif combinato all'esperienza dei tre (quattro?) in ambiti musicali differenti ma i concerti dei Blind Dog Billy sono sempre coinvolgenti e imprevedibili. Per Interviste nel Deserto abbiamo sentito Marco Python Fecchio.

Chi sono i Blind?
Oltre ad Angelo Leadbelly Rossi e me il nostro "collante" è Angelino Fiombo, elemento prezioso e oso dire insostituibile per noi.
In questo preciso momento sto ascoltando (appena scartato) "Come Sunday" di Charlie Haden & Hank Jones. Amo i chitarristi che hanno grande personalità. Jim Campilongo, Bill Kirchen, David Grissom, John Scofield, Bill Frisell e Ry Cooder hanno largo spazio nel mio iPhone, ma la lista è molto più lunga... Mi piace ascoltare anche "cose poco chitarristiche": Mary J. Blidge, Nils Frahm, Max Raabe & Palast Orchester. Tre dischi mi hanno conquistato particolarmente negli ultimi tre anni: "Smart Flesh" dei The Low Anthem, "So Beautiful or So What" di Paul Simon e "Middle Cyclone" di Neko Case.
Perché Blind Dog Billy? Da dove viene il nome?
Ho sempre avuto delle difficoltà a trovare un nome per una band. In realtà l'idea è stata di Angelo Leadbelly Rossi, e non poteva essere idea migliore. Blind Dog Billy è il mio migliore amico, un meticcio che da due anni vive con me e ha conquistato un ruolo primario nella mia vita: nato cieco, ha suscitato in me sentimenti e sensazioni indescrivibili, un nuovo modo di vedere la vita attraverso di lui che non vede dalla nascita.

... abbiamo scelto la definizione di "Psychedelic Blues" che non vuol dire un bel niente ma ci piace!
... Amo le differenze. curiosità e diversità sono linfa per la creatività...Chi sono i Blind?
Se dovessi definire un vostro genere musicale? E’ possibile?
Premesso che le definizioni mi stanno strette e poco simpatiche, abbiamo scelto la definizione "Psychedelic Blues" che non vuol dire un bel niente ma ci piace!
Siete tra i più originali progetti che ho visto ultimamente… traete ispirazione da qualcuno?
Progetto è una parola fuori luogo. In realtà siamo l'opposto: niente prove, niente scalette. L'ispirazione arriva da ciò che abbiamo ascoltato, amato e rielaborato ognuno individualmente.
Tu e Leadbelly venite a prima vista da due mondi musicali differenti? Cosa ne pensi?
Amo le differenze. Curiosità e diversità sono linfa per la creatività. Tuttavia a volte è difficile mettere a frutto queste potenzialità, sia per i nostri limiti tecnici che caratteriali. Ma quando funziona... è un grande viaggio!
Progetti (si l'ho ridetto) per il futuro o il presente?
Personalmente essendo un musicista "part-time" (non professionista...) sono restio a fare progetti. Tuttavia spero che l'esperienza dei BDB segua un'evoluzione positiva che ci porti a realizzare un disco.
I Blind Dog Billy e un insolito "backstage" acustico sulle scale
Parliamo di te, oltre ai Blind che cosa stai facendo?
Dopo anni di collaborazioni varie, e di continui peregrinaggi oltreoceano ho avuto il privilegio di realizzare "Live at Red Shack" il nuovo cd live di Eric Taylor, sicuramente uno dei più autorevoli songwriter del nostro tempo con cui ho allacciato una profonda amicizia e stupenda collaborazione. Per me l' inaspettata realizzazione di un sogno, registrare (in Texas!) al fianco di artisti che amo particolarmente come Lyle Lovett e Nanci Griffith. Sarò al prossimo SXSW di Austin per presentarlo, e uscirà anche un DVD documento di tutta l'operazione.
Consigliaci qualche disco
In questo preciso momento sto ascoltando (appena scartato) "Come Sunday" di Charlie Haden & Hank Jones. Amo i chitarristi che hanno grande personalità. Jim Campilongo, Bill Kirchen, David Grissom, John Scofield, Bill Frisell e Ry Cooder hanno largo spazio nel mio iPhone, ma la lista è molto più lunga... Mi piace ascoltare anche "cose poco chitarristiche": Mary J. Blidge, Nils Frahm, Max Raabe & Palast Orchester. Tre dischi mi hanno conquistato particolarmente negli ultimi tre anni: "Smart Flesh" dei The Low Anthem, "So Beautiful or So What" di Paul Simon e "Middle Cyclone" di Neko Case.







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