martedì 11 dicembre 2012

The Reverend and the Lady. Intervista


In occasione del live a Varese di The Reverend and The Lady alias Mauro Ferrarese e Alessandra Cecala abbiamo fatto qualche domanda alla Lady...

Ciao Ale, parlaci del vostro ultimo disco Tracks from Ol' Station...
Ciao! Abbiamo registrato questo disco dopo due anni di attività live in duo per mettere un punto al lavoro che stavamo svolgendo e per “fermare” la musica che stavamo suonando e in alcuni casi anche sperimentando, soprattutto per quanto mi riguarda in qualità di cantante poichè solitamente mi dedico alla parte ritmica in qualità di contrabbassista.
In pratica è una raccolta abbastanza eterogenea di musica americana “pre bellica", c’è un pò di blues, di country blues, old time music e folk .


C'è un criterio nella scelta dei brani?
Il nostro gusto personale!
Abbiamo scelto i pezzi che ci ispiravano di più pescandoli nei nostri ascolti di musica americana “pre war”, tutti i brani sono iscrivibili storicamente al periodo che va dai primi del 1900 agli anni ‘40.
Come e dove è stato registrato?
Abbiamo registrato il disco in casa nostra, perchè i locali hanno un’acustica molto buona, inoltre in casa possiamo godere di un relax e di un clima “familiare” che non tutti gli studi possono offrire.
Il disco è stato registrato microfonando strumenti acustici, suonando e cantando prevalentemente in diretta, ci sono pochissime sovraincisioni, il tutto è stato realizzato in tre giorni, per quasi tutti i pezzi buona la prima o al massimo la seconda take!
Il tecnico del suono che ci segue ormai da qualche anno è Mauro Lazzaretto il quale ha registrato anche l’ultimo disco solista di Mauro “Wounds, Wine & Words” e “DOC” che abbiamo suonato come RWS assieme a Max De Bernardi e Veronica Sbergia, stessa tecnica stesso luogo.

Ci sono degli ospiti?
Si, al violino c’è Enzo Albini ottimo violinista che lavora soprattutto nell’ambito della musica argentina, un gruppo di musica old time, i Dry and dusty,che hanno suonato con noi i brani più vicini al loro stile musicale come Farmer is the man, Boll Weawil, Holler about e all’armonica c’è Marco Pandolfi bravissimo musicista che non ha bisogno di presentazioni!

Quali artisti in particolare vi hanno ispirato?
Domanda difficilissima!
Per quanto mi riguarda mi ha ispirato più lo spirito e lo stile musicale di quel periodo storico che è riconducibile a tanti artisti anche abbastanza diversi tra loro, Mauro ha prediletto l’idea di rielaborare delle canzoni nate da “uomini con la chitarra” come Blind Willie Mc Tell, Son House Leadbelly.

Live e disco quali le differenze?
Il disco viene riproposto negli spettacoli live, ma le versioni sono di volta in volta legate alla specifica serata, ogni concerto ha la sua storia diversa da quello precedente e dal successivo
Noti un ritrovato interesse negli ultimi anni per la musica roots e old time in Italia?
Si, mi sembra che negli ultimi anni la gente si avvicini con più curiosità a questo genere spesso considerato un poco di “nicchia”...

Perchè hai scelto il contrabbasso?
Mi piace l’aspetto ritmico della musica e lo strumento acustico... mi sarebbe piaciuta anche la batteria, ma suonavo la chitarra, poi il basso elettrico e il contrabbasso è stato lo step successivo e adesso mi segue ovunque!

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