mercoledì 22 febbraio 2012

Varese: anteprima italiana di Old Stories for Modern Times

Il promo del disco


Giovedì 23 febbraio al Cineteatro Nuovo di Varese anteprima dello spettacolo di Veronica & The Red Wine Serenaders e presentazione del nuovo disco di Veronica Sbergia & Max De Bernardi "Old Stories for Modern Times".
Annunciati gli ospiti dello spettacolo: Massimo Gatti al mandolino e Dario Polerani al contrabbasso; oltre ovviamente a Veronica Sbergia, Max De Bernardi, Mauro Ferrarese e Alessandra Cecala!

info: blackbluefestival@gmail.com

venerdì 17 febbraio 2012

Dopo il Teatro il Puma torna a ruggire nei Club.


In attesa della prossima puntata dedicata al Treves fotografo ecco qualche piccola news dalla Treves Blues Band che torna on the road!
Segnatevi le date!

10 marzo KOKO CLUB castelletto Cervo (BI)
17 marzo BLOOM Mezzago(Mi)
24 marzo LA CLAQUE (GE) - special guest Paolo Bonfanti

info
www.trevesbluesband.com

Per gli amanti della radio ricordiamo anche Life in Blues su Life Gate Radio. Dal lunedì al venerdì alle 9.30 con le selezioni blues del Puma di Lambrate.

martedì 14 febbraio 2012

Blues in Grammelot: intervista a Dario Fo. Il Premio Nobel ci parla della nascita di Mistero Buffo, di fabulatori indios, di musica e del futuro dei giovani artisti.


Il 18 febbraio Dario Fo e Franca Rame riproporranno Mistero Buffo al Teatro Apollonio di Varese. Presentato per la prima volta nel 1969 è ritenuta una delle opere più importanti della cultura del ‘900.  Non sto nemmeno a spiegarvi quanto è stato emozionante parlare con lui (infatti non lo faccio perché scadrei nel patetico) quindi passiamo senza indugi all’intervista.

Buonasera
Buonasera a lei, mi dica...

Mi dia del "tu" la prego, sono già abbastanza agitato...
...non devi, dimmi pure.




Mistero Buffo: come è stata la genesi dell’opera? Da dove è nata la “scintilla”? Partendo dallo studio dei Vangeli Apocrifi e della figura dei giullari cosa ha fatto scattare l’idea di uno spettacolo e come si è sviluppato il lavoro di ricerca e scrittura suo e di Franca?
E’ nato dallo studio delle giullarate e dalla lettura dei Vangeli Apocrifi ma non soltanto da questi ultimi, anche dalla ricerca sui Vangeli canonici che nel corso dei secoli sono stati mascherati e maltrattati da troppi personaggi, dai censori fino ai parroci – ho trovato che esiste una tradizione popolare nella pittura e nella letteratura medievale anche all’interno della Chiesa che è più vicina alle classi più umili ed è più gioiosa, fantastica, divertita, ironica. Scoprendo questa cosa mi sono detto: “bisogna che faccia qualcosa per portare in scena questi racconti!” Perché fanno parte della nostra tradizione popolare; volevo far si che un pubblico più ampio venisse a conoscere questa ricchezza immensa. Alcuni dei miei compagni di teatro mi dissero: “guarda che queste cose non interessano al pubblico”.
Ma non solo perché si è atei noi dobbiamo schiacciare e relegare questo patrimonio; era necessario informare e portare alla luce queste favole, queste storie – perché altrimenti siamo noi che perdiamo qualcosa di importante. Questa “religiosità popolare” fa parte della nostra cultura ed è importante che venga conosciuta da tutti anche da chi non ha a che vedere con la dottrina.
Il pubblico lo ha apprezzato e capito.

Religiosità medievale, racconti raccolti in altri paesi europei ma anche in Oriente o in Sudamerica… siamo andati a ripescare, con l’aiuto di Franca, il teatro greco o gli stessi discorsi nati all’interno della Chiesa ma che poi sono stati censurati e nascosti.

Mistero Buffo di anno in anno si è arricchito…
Sono più di 30 storie che fanno parte del repertorio enorme che negli anni è andato a costruirsi in Mistero Buffo. A Roma ricordo che facemmo per diversi giorni di fila lo spettacolo provando a recitare tutte le giullarate. Facevamo uno spettacolo differente ogni sera è stata un’impresa molto molto impegnativa.
Viaggiando abbiamo continuato a raccogliere storie, ad aggiungere e alla fine rispetto alla prima scrittura il testo si è decuplicato.
Religiosità medievale, racconti raccolti in altri paesi europei ma anche in Oriente o in Sudamerica… siamo andati a ripescare, con l’aiuto di Franca, il teatro greco o gli stessi discorsi nati all’interno della Chiesa ma che poi sono stati censurati e nascosti.



Noi siamo un Blog che parla di cultura e musica nera di blues, di jazz… 
La mia musica allora! Ottimo!

Magari è un po’ azzardato ma ho sempre trovato delle forti assonanze tra il primo blues e Mistero Buffo… dai primi del ‘900 i neri americani a partire dalle worksongs (i canti di lavoro) passando dal blues pre-bellico fino alle rivisitazioni più recenti è pieno di metafore, di double-talks (doppi sensi, sottointesi), che nel passato i neri, dalle piantagioni in avanti inventavano e utilizzavano per comunicare tra loro ed evitare l’ira del padrone prima o quelle della censura poi. Gli esempi si sprecano e così il Grizzly malvagio è il padrone della fattoria, il parassita del cotone che distrugge i raccolti è la rivincita del povero sul possidente, l’anatra grigia che anche se uccisa e cucinata rompe i denti a chi la mangia è la resistenza del popolo nero senza contare i continui riferimenti al sesso mascherati da motori dell’auto, puntine del giradischi ... 
Ci sono delle analogie con il Grammelot e con la figura del giullare medioevale secondo me. Che sia in slang popolare o in rime più erudite l’allegoria, il doppio senso,  sono forme di resistenza o ribellione insite nell’uomo?

Certamente. la musica popolare, il teatro e le arti in generale hanno dei tratti comuni in culture e luoghi differenti, dall’Africa alle Americhe. Fa parte dell’essere umano e poi ci sono tutti i racconti tramandati oralmente che nei secoli si sono mescolati tra di loro e arricchiti.

Ho un aneddoto straordinario per esempio; Ero in Colombia a recitare Mistero Buffo e tra il pubblico c’era un ragazzo italiano che viveva in un paese su una montagna a 3000 metri; per loro 3000 metri sono una bazzecola ma pensa che noi recitavamo con la bombola d’ossigeno dietro le quinte, una cosa faticosissima; lui mi disse: “in paese da me c’è un cantastorie che racconta delle favole che assomigliano a Mistero Buffo, devi venire a sentirlo”; così con Franca e altri collaboratori ci siamo messi in viaggio; certo, partendo già dai 2000 metri ma comunque un bel viaggio. Arrivati in questo paese sperduto sulle Ande abbiamo incontrato questo fabulatore popolare che parlava una lingua incomprensibile per noi, un misto di indio e spagnolo; Aveva dei tamburi con cui si accompagnava e tra le storie che raccontava (avevamo un traduttore locale per fortuna) ce n’era una in particolare che mi sembrava di conoscere così gli dissi di continuare e alla fine mi accorsi che altro non era che “La Fame dello Zanni” che lui aveva ripreso e riadattato da un testo in del ‘700. Incredibile non trovi?

Oppure anche in Grecia o in Spagna è stato impressionante osservare confrontandosi col pubblico come ci fosse una base comune, come loro ascoltando Mistero Buffo si ricordassero e avessero dei rimandi alla propria tradizione. In Europa il romanico, le lingue romanze sono state un collante importantissimo.


E’ pazzesco e grottesco che a volte chi si dice attore non solo non conosca la tradizione del teatro ma anche la musica, le canzoni, la pittura e i romanzi della propria terra. Solo così si può partire e crescere. 

Dario Fo, attore, regista, scrittore, autore musicale, cantante, musicista: come può un giovane artista in Italia promuoversi, trovare gli spazi per esprimersi e farne una professione? Su cosa puntare? Tenacia, talento, originalità o cos’altro?
Informarsi e studiare il passato, la storia è fondamentale. E’ pazzesco e grottesco che a volte chi si dice attore non solo non conosca la tradizione del teatro ma anche la musica, le canzoni, la pittura e i romanzi della propria terra. Solo così può partire e crescere; fare qualcosa di nuovo e non scimmiottare il già visto e il già sentito.

Che progetti per il futuro avete? 
Tra poco inaugurerò una mostra di miei dipinti a Milano a Palazzo Reale. Ne abbiamo già fatte anche in Svizzera che mi hanno dato grandi soddisfazioni ma questa è un “colpo gobbo” diciamo perché sarà la più grande mai fatta… due - trecento quadri che si possono definire di pittura satirica. Sono dipinti e disegni fatti in tanti anni che hanno un forte spirito di denuncia ancora oggi e soprattutto oggi.
Mi stanno chiamando, devo andare…

Per me è stato un onore parlare con lei.
Ti ringrazio…

Sono io che la ringrazio.
Buonasera, grazie ancora.

Un ringraziamento speciale al direttore del Teatro Apollonio Filippo De Sanctis e a Fabrizio della compagnia teatrale Itineraria.
E anche a mio padre e a Paolo “Spartaco” Persenico perché grazie a loro ho incrociato Dario Fo altre due volte nella vita.


ReNutria


Approfondimenti online:
Intervista dal Corriere a Franca Rame.
L’archivio storico di Dario e Franca.
Il blog di Dario Fo.
Mistero Buffo per Wikipedia.
Dario Fo per Wikipedia.

giovedì 9 febbraio 2012

Mr.Blue e Ilaria. Evviva gli sposini del Blues!

Per la serie "utilizzo criminoso del servizio pubblico" come ebbe a dire qualcuno ci facciamo allegramente i fatti nostri e spediamo a Chicago le congratulazioni alla coppia italo-americana più blues che ci sia che convolerà a nozze il 16 febbraio.

Fabio Treves padre e in questo caso padrino del blues nostrano ci ha suggerito l'idea e noi prendiamo al volo l'imbeccata!

Non possiamo davvero esimerci perchè Sugar Blue il gigante dell'armonica ci ha sempre voluto bene e non si è mai risparmiato nel raccontarci aneddoti e storie e la bassista Ilaria Lantieri è un pò "l'orgoglio di mammà" visto che non solo si è inserita nel circuito musicale americano come se nulla fosse ma si è anche accaparrata un buon partito gonfiando il nostro orgoglio patriottico come quando una nostra compaesana si marita con un divo di Hollywood!

Notizia più musicale: Sugar Blue ha vinto il Chicago Music Award 2012 come Best Blues Entertainer. Direi che inizia bene quest'anno.

Per festeggiare il matrimonio faranno una jam al mitico Rosa's Lounge di Chicago ma visto che non è proprio dietro l'angolo sarebbe bello che nello spazio dei commenti la comunità di musicisti italica si unisse al messaggio...

martedì 7 febbraio 2012

Febbraio News concerti: Lodi, Milano e Varese!

Elliott Murphy 

Un febbraio ricchissimo di concerti vi segnaliamo qualche appuntamento da non perdere:
Sesta edizione per il Lodi Blues Festival al teatro delle Vigne
Venerdì 10 sul palco Big Daddy Wilson bluesman nero dalla voce calda e intensa che sarà il big (è il caso di dirlo) della serata; in apertura il talentuoso chitarrista triestino Mike Sponza.
Sabato 11 sempre al Teatro delle Vigne eccoci con i  Red Wine Serenaders di Veronica Sbergia che apriranno la scena per il grandissimo cantautore di New York Elliot Murphy con band al completo.
info: www.lodiblues.com

A Milano il 16 allo Spazio Teatro 89 il Francesco Piu Trio presentarà il suo nuovo disco, mentre a Mezzago al Bloom arriverà il grande chitarrista inglese Ian Siegal il 18 febbraio.

Davide Lipari One Man 100% Bluez

Continuano a Varese gli appuntamenti domenicali del Twiggy Cafè
Il 12 il nuovo progetto di Angelo "Leadbelly" Rossi che si esibirà con un trio nella scia del blues desertico con influenze tra Africa e Mississippi.
Il 19 da Roma il duo del talentuoso chitarrista Davide Lipari dal nome 100% Bluez
mentre il 26 serata con i Baton Rouge che avranno come special guest Davide Speranza uno dei virtuosi dell'armonica italiani.

Sempre Varese, da non perdere il 23 febbraio al Cineteatro Nuovo Veronica & The Red Wine Serenaders presenteranno in anteprima il loro nuovo disco Old Stories for Modern Times e il nuovo spettacolo tra ragtime, pre-war blues, gipsygrass e vaudeville.

Mentre il 24 al Miv Cafè un concerto tutto da ballare e un dj set all'insegna dei vecchi vinili. La serata si chiamerà infatti Shakers vs Supersound dove a sfidarsi saranno appunto gli Shakers, paladini del Rock'n'Roll anni '50, e dj Vigor con i suoi piatti al sapore di Soul, R'n'B e Motown Sound.

venerdì 3 febbraio 2012

BB Censored & Cut n°2: pianisti


Mi priverei delle A per tutta la vita se potessi vedere  Thelonious Monk suonare dal vivo. Tanto potrei comunque andare in giro a dire “Stronzi io ho visto Thelonious Monk”. Con Frank Zappa risulterebbe tutto più complicato. - ReNutria

Abbiamo Dario Fo ma nelle trasmissioni culturali in tv chiamiamo Sgarbi. E’ come avere Art Tatum e chiamare Allevi. – J.D.Caracal

Il pianoforte ha avuto meno successo della chitarra nel rock e nel blues perché è meno sessuale come approccio. Le sue note non si tirano, non gemono, non si masturbano; è una questione fisica.
Per questo al mio funerale voglio sentire Professor Longhair, Otis Spann e Pinetop Perkins. Non si fa sesso coi morti, ci si balla. - Ilfigliodelvoodoo

giovedì 2 febbraio 2012

Live in Texas tra lezioni di vita e musica. Intervista a Fabrizio Poggi

Fabrizio Poggi si lascia andare, si racconta e ci racconta le sue ultime soddisfazioni, gli insegnamenti e gli incontri artistici che l'hanno segnato in questi ultimi anni. 


Ciao Fabrizio. Vieni da due anni di grandi soddisfazioni discografiche: "Spirit & Freedom" nel 2010 e "Live in Texas" del 2011. In questi dischi con voi ci sono Marcia Ball, Flaco Jimenez, i Blind Boys, Musselwhite e molti altri. Ci vuoi raccontare  come è stato lavorare con loro?

Lavorare con questi musicisti è stato estremamente emozionante. Ognuno di loro è una lezione vivente di come l’arte  e la musica in particolare siano una passione che dura tutta la vita. Sono un esempio di come la musica per loro non sia solo un “mestiere” ma qualcosa che li tiene in vita, l’essenza stessa della loro esistenza. E’ vero ho avuto il privilegio di suonare con moltissimi dei miei eroi di quando ero ragazzo. Quando avevo sedici anni nella mia stanzetta di provincia mentre strimpellavo la chitarra andando dietro ai dischi di quegli artisti che ammiravo tanto, mai avrei pensato che un giorno avrei suonato con loro. Eppure a volte i sogni si avverano. Davvero.

Sai Fabrizio, io sono cieco dalla nascita... mi sono fatto un’idea, ma i concetti di nero, bianco, italiano, americano non significano molto per me. Non riesco a comprenderli fino in fondo.

mercoledì 1 febbraio 2012

R Johnson Hardcore Blues n°4 - "Stones in My Passway" per Valeria Brignani


I got stones in my passway and my road seems dark at night 
I have pains in my heart, they have taken my appetite 
I have a bird to whistle and i have a bird to sing 
I got a woman that i'm loving, oh, but she don't mean a thing 
My enemies have betrayed me, have overtaken poor Bob at last 
Stones in My Passway - Robert Johnson 1937





Quarto racconto. Quarta storia. Quarta canzone di Robert Johnson. Torna Valeria con un racconto che vuole essere anche un omaggio a "Cielo di Sabbia" di Joe R. Landsdale.


Ho trovato mio padre appeso ad una trave, tra lui e la trave, una vecchia corda che usavamo per legarci l'asino, prima che lo uccidessimo per mangiarcelo. Ho appoggiato la scala a pioli sulla trave del granaio, quella trave da cui pendeva il corpo di mio padre ancora caldo e con un'espressione stupida. Ho tagliato la corda e lui è caduto come un sacco di patate, con le braccia e le gambe a comporre una forma indefinibile. “Questo è il modo in cui muore un uomo privo di onore” ho pensato. L'ho trascinato dai piedi fino a dietro il granaio, perché volevo seppellirlo.